Per un bimbo mai nato
Il mio bambino è morto.
Senza avermi sorriso
e senza piangere.
Senza aver stretto il mio indice forte
con la sua piccola mano.
E’ morto
senza aver visto i miei occhi
e senza chiedere.
Senza avermi mai fatto alzare
per sentirlo, la notte,
respirare.
L’ho ucciso senza saperlo,
senza volerlo,
senza sapere che, forse,
lo volevo.
Sei morto,
col tuo musetto
che mi è restato nel cuore.
E tu,
suo padre,
con le tue mani armoniose,
coi tuoi discorsi da grande,
con la tua curiosità soddisfatta,
e insoddisfatta,
e soddisfatta ancora.
Col tuo stupore
e con la tua paura,
con la tua nuova presenza
e la tua assenza,
il tuo crearci
e il tuo lasciarci morire,
lasciandoci così,
senza capire…
Vale
NOTA: con mio immenso piacere questa poesia è stata molto letta (lo vedo dalle statistiche sul post), probabilmente anche copiata. Questa poesia è un pezzo di me, della mia vita: dopo che ho perduto il bambino, non vorrei perdere anche le parole scritte per lui, quindi prego coloro che la copiano di mettere la mia firma (quella che conoscete, ovviamente, basta un: tratta da link), e possibilmente avvisarmi. Chiaramente mi farà enormemente piacere. Un grosso grazie.
